Gli ambienti del Castello Nove Merli
Sala Camino
Il più grande dei Saloni, dominato dal grande camino che riporta lo stemma del casato con i merli, simbolo del luogo, è possibile ospitare fino a 160 persone sedute con tavoli rotondi.
Il Loggiato
La sala più luminosa e suggestiva con un ampia panoramica sulla piana di Torino. Si presta per essere allestita a cinematografo e quindi a mò di workshop e non solo; può ospitare inoltre pranzi e cene sino a 80 posti a sedere.
Sala Pinerolo
La più piccola, raccolta panoramica sul pinerolese ospita 30 posti a sedere.
Le Terrazze
Suggestive e panoramiche, assolutamente polivalenti si prestano per aperitivi, merende sinoire, buffet, cene esterne, matrimoni civili.
Il Parco
Il Castello di Piossasco "è" anche il suo Parco. Questo lo circonda, lo abbraccia, lo contiene nel suo ambiente naturale. In una parola: lo completa.
Nel verde del Parco, oltre ai Ristoranti, la Bottega e l'Hotel, sono immersi i ruderi dell'antico Castello feudale dei Piossasco dalla storia affascinante, la Chiesetta del XIII secolo, la preziosa statua bronzea dedicata per devozione a Padre . La bellezza della collina è dovuta al microclima particolarmente favorevole che qui ha permesso la crescita rigogliosa di un uliveto e di un giardino in cui possono vivere le specie vegetali tipiche della macchia mediterranea, con i suoi profumi e le sue essenze inconfondibili.
In questa cornice che merita una visita guidata o anche soltanto una passeggiata per ritemprare il corpo conciliando la meditazione, tutti i servizi dell'azienda dei Nove Merli, si estendono anche al Parco.
Insomma: un Castello Mille proposte. Qui si possono tenere all'aperto eventi di ogni tipo: feste, aperitivi, matrimoni, riunioni conviviali e di lavoro, full immersion, concerti, rievocazioni storiche.
Il Parco può anche essere il luogo ideale per scattare le fotografie delle occasioni più importanti della vita, foto fatte per essere conservate e riguardate ritrovandovi, anche a distanza di tempo, tutta l'emozione del momento.
Caveau dello Champagne
Educare il cliente a bere a champagne è sempre stata una sfida che mi ha affascinato, materia oggi ancora tutta da approfondire, specie in quelle situazioni territoriali in cui la quotidianità spinge sempre più sulla valorizzazione più che giustificata d’importanti realtà autoctone, o più in generale di vini detti fermi.
Educare, a significare un’inversione di tendenza, che ha voluto inculcare nel vino Champagne significati che lo vestono in forme troppo strette e improprie come Champagne = un qualsiasi momento di Festa o ancor peggio, corrotti da sempre più invadenti leggi di marketing, che recitano “lo Champagne è lo Champagne”, insomma l’uno vale l’altro. Educare significa quindi raccontare come questa eccelsa bevanda possa essere accostata a qualunque momento della giornata e soprattutto essere vissuta a fianco di più disparate pietanze.
Educare partendo dal rapporto qualità prezzo, dimostrando come premiere Cru e grande Cru possano essere acquistati a cifre assolutamente modiche.
Educare vuol dire dimostrare come nonostante la scrupolosa e tecnicamente assai complessa vinificazione eseguita secondo disciplinare, si possano ottenere beve assolutamente semplici, per i momenti più spensierati, ma soprattutto grazie ai differenti uvaggi di questi 3 splendidi vitigni è possibile bere Champagne nelle forme e nei momenti più disparati.
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Garden
Nei suggestivi e ampi giardini del castello nasce un'idea di informalità della tavola dove la semplicità di questa diventa minimo comun denominatore di situazioni gastronomicamente tra loro più disparate. Idea di momenti e situazioni in cui la nostra solita veste d'accentuata formalità scema a favore di una più accentuata famigliarità della tavola senza trasgredire dalle ferree regole si selezione delle materie prime.
Cantina
Inserita in un ambiente affascinante, ma solo se facciamo mente locale sui libri di storia sino ad età medioevale (erano infatti le scomode e tetre prigioni), si trova la "bottega", luogo in cui è possibile rilassarsi a pasto consumato, per imbattersi a duello tra i superalcolici più disparati: partendo da importanti grappe, amari locali e nazionali, spostandosi in terra scozzese per grandi torbati e terre latine dove vincono Porto e regna la dinastia dei Pedro Ximenez, oltre oceano con i tanto invidiati Rhum e Ron, o nella più vicina e nobile Francia dove sfilano importanti Xo e Bas-Armagnac di vecchie annate. E perchè no, il tutto coccolati da gloriose quanto sfiziose pasticcerie.e


















